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Archive for dicembre 2008

Conclusa la stagione 2008 di ospitalità Serydarth: ancora tanti viaggiatori e volontari per promuovere l’Interculturalità.

Ad Agosto, dopo aver ospitato Susy da Macao si pensava che sarebbero stati pochi i nuovi viaggiatori e volontari che l’Associazione di Promozione Interculturale Serydarth di Casale Monferrato (AL) avrebbe accolto durante autunno e inverno invece, ben 17 ulteriori “naviganti” sono approdati in città, per un totale di 39 ospiti in 8 mesi (2 in più del 2007). Vediamoli nel dettaglio.

A settembre una coppia di italiani over 50, Mario e Laura, provenienti dalla bellissima Tivoli nel Lazio, ha voluto conoscere il Monferrato contraccambiando con un olio d’oliva autoprodotto. Per un ritardo automobilistico si sono purtroppo persi il “Galà Barbera DOCG”, ma hanno allo stesso modo apprezzato Crea.

A fine mese invece, ha preso luogo il secondo campo internazionale, organizzato dalla Cooperativa. SENAPE, con Serydarth e il Servizio Civile Internazionale e la collaborazione dell’AGESCI. Per due settimane sono stati ospitati i volontari che hanno svolto dei lavori al Canile Baulandia e con il negozietto di abiti usati Ricicuci, entrando in contatto con tante associazioni cittadine e svolgendo dei lavori di gruppo per sviluppare la crescita personale e collettiva.
Stefano da Firenze, Magdalena dall’Austria, Rafal dalla Polonia, Alexander dalla Russia, e Mikako dal Giappone i volontari ufficiali. A essi si sono aggiunti Sarah da Israele, Ola e Johanna dalla Polonia. Arrivati a Casale per poco tempo, sono stati rapiti dall’atmosfera del campo internazionale e dalle attività della città, e il loro desiderio di aggregarsi al campo è stato velocemente esaudito.

In concomitanza con “Terra Madre 2008”, organizzata da Slow Food, attraverso il quale tante famiglie e associazioni casalesi hanno ospitato le comunità del Camerun e della Serbia, l’associazione Serydarth ha ospitato due produttori camerunesi, Roger e Alphonse. L’incontro con l’Africa, purtroppo raro fino ad oggi, ha portato un arricchimento notevole.

Barbara, statunitense di 48 anni, è tornata a Casale come volontaria, dopo avervi fatto tappa a Luglio come viaggiatrice. Insieme alla Cooperativa Senape e Il Paniere, alla Cittadella di Casale è stata organizzata una festa di Halloween, per adulti e bambini, con lettura di storie spaventose e torte di zucche (ricette monferrine e nordamericane). Lei inoltre ha svolto servizio di volontariato presso il Canile Baulandia.

Amélie dalla Normandia, Francia, ha cominciato il suo viaggio in Italia, proprio da Casale Monferrato e insieme a lei è stato girato un video per parlare della sua esperienza di viaggiatrice e raccontare della sua sorpresa nell’incontrare dei distributori automatici di latte fresco, dal produttore al consumatore, i quali in Francia sono ancora una novità (e anche a Casale).

Yvonne da Berlino, Germania, ormai alla sua quinta volta a Casale, ha girato un video in occasione del 150° anniversario della Scuola Leardi. Il video è reperibile sul blog www.casaleattiva.wordpress.com

Ursula, dalla Polonia, che da poche settimane lavorava come insegnante a Torino e Michelle, fotografa di Philadelphia, USA, sono stati gli ultimi ospiti che hanno sfidato il freddo e le intemperie per conoscere la città e la sua ricchezza culturale.

Ora, per il 2009 l’Associazione intende cominciare la primavera con un nuovo spazio dedicato all’ospitalità di viaggiatori e volontari, anziché servirsi di abitazioni private, come fino ad oggi. A tal proposito sta presentando un progetto che verrà consegnato a varie amministrazioni ed enti, allo scopo di ricevere un aiuto e supporto. Tale progetto è leggibile su www.casaleattiva.wordpress.com e si invita chi possiede abitazioni o strutture inutilizzate a mettersi in contatto con l’Associazione (serydarth@yahoo.it, 349.5250560) , che è disponibile ad affittarle a prezzi simbolici e a contribuire alla manutenzione tramite i volontari che saranno ospitati.

ASSOCIAZIONE SERYDARTH
Casale Monferrato – AL – Italy

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 CASALE MONFERRATO SBARCA SU FACEBOOK
PROPOSTE DI CITTADINANZA ATTIVA ATTRAVERSO LA RETE

facebook-casale-monferrato 

Non ci sono dubbi, Facebook è, in Italia, il fenomeno del momento.

Non solo su internet, ma in tv, alla radio, gli amici, tutti parlano di Facebook.

Per chi non l’ha mai visto sarà quasi impossibile capirne il funzionamento, e anche iscrivendosi, occorre un po’ di tempo prima di riuscire ad assimilare tutti i pulsanti che appaiono e le richieste bizzarre che gli amici spediscono. Ma poco per volta, si riesce a digerire tutto e quell’”essere” strano e incomprensibile acquisisce lentamente una forma fino al giorno in cui “ecco, ho capito a cosa serve” e la padronanza diventa totale.

 

A Casale Monferrato, sono nati diversi strumenti, legati alle opportunità create da facebook.

 

CasaleAttiva * Casale Monferrato (AL), ormai consolidato blog con relativa newsletter dedicata agli eventi, iniziative e notizie che rendono più piacevole la città è ora disponibile anche sulla nuova interfaccia web.

Iscrivendosi, si avrà l’opportunità di essere invitati direttamente e un’agenda renderà semplice la gestione degli appuntamenti. Allo stesso modo, richiedendo di essere inseriti tra i promotori, le associazioni e tutti coloro che “creano” per la comunità, potranno promuovere i propri eventi, sfruttando così la rete costruita dall’Associazione Serydarth con il progetto CasaleAttiva.

Anche chi non è pratico delle moderne tecnologie può utilizzare il servizio gratuitamente, e allo stesso modo, ricevere consulenza da parte dell’Associazione.

 

Il gruppo facebook Casale Monferrato invece, dopo appena 5 giorni dalla sua creazione ha superato la cifra di 400 iscrizioni, e sarà uno strumento per creare sì, dei “party”, cioè delle feste come fanno nelle grandi città, ma anche coadiuvate da qualcosa di più, collegando all’incontro anche l’arte, la cultura e il volontariato, sfruttando le risorse di chi è iscritto al gruppo, che verrà chiamato, se lo desidera, a trasformarsi da semplice utente passivo a partecipante attivo e creativo.

 

Infine altri due gruppi, piccoli semi sperimentali di “sostenibilità”. Il primo si chiama freeMarket * Casale Monferrato – Libero scambio di oggetti e prestazioni, ed è un mercato virtuale attraverso il quale gli oggetti, ma anche le prestazioni lavorative, non vengono offerti a pagamento, ma semplicemente regalati, costruendo così una forma di scambio che, oltre a creare relazioni fra gli utenti, riduce il consumo e lo spreco.

Anziché buttare nella spazzatura oggetti inutilizzati (e pagare, da oggi, per lo smaltimento dei materiali) perché non regalarli? Basta inserire un messaggio nella bacheca del gruppo e attendere le risposte: semplice e divertente.

 

L’ultimo gruppo creato si chiama invece freeHospitality Casale Monferrato * Ospitalità gratuita, domanda e offerta  ed è dedicato ai viaggiatori (solitamente con lo zaino in spalla) che approdano da queste parti e a chi ha un letto, un divano o un pavimento, da poter offrire per qualche giorno, in cambio di uno scambio interculturale arricchente. Sono tanti i viaggiatori che da tutto il mondo arrivano in città, quasi sempre ospitati dall’Associazione Serydarth, che ora desidera condividere questa opportunità con chi ama incontrare nuove culture.

 

Partecipare a questi gruppi è: semplice, gratuito e non comporta alcun obbligo. Per farlo basta andare su www.facebook.com e nella sezione gruppi effettuare una ricerca tra di essi, oppure collegandosi a link di cui sopra, seguire le istruzioni, e una volta iscritti, invitare i propri amici.

 
Associazione Serydarth * Casale Monferrato (AL)

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Martedì 16 dicembreterzo e ultimo appuntamento con la rassegna “Occhi ricolmi di bellezza”, gran finale con What the Bleep do we Know“.
Inizio ore 21, presso il Centro dell’Associazionismo di Via del Carmine 8.
Ingresso gratuito per i tesserati (costo tessera 2009, 5€).
Presenta Shantam Zanirato. Un film da vedere, assolutamente, per stare al passo con i tempi…

 

Se esistesse un film,
e questo film fosse addirittura divertente, che contenesse il vero segreto per una vita felice e appagata, lo vedresti?

Se questo stesso film comunicasse il suo messaggio usando una bella animazione, una trama nella quale identificarsi, e le più recenti teorie di fisica quantistica, biologia molecolare e spiritualità, lo vedresti?

Se questo film vi colpisse in mezzo agli occhi dimostrandovi che gli esseri umani sono gli artefici della propria realtà, lo vedresti?

Proiettato nella primavera del 2004 negli Stati Uniti, “What the Bleep…” si sta lentamente diffondendo in tutto il mondo…

Girato a Portland, il film ruota attorno ad Amanda, interpretata da Marlee Matlin (premio Oscar in “Figli di un Dio Minore”), una fotografa divorziata, depressa, che affronta la vita ingollando manciate di ansiolitici. La splendida animazione mostra la storia su un piano microscopico e molecolare, a volte con effetti comici. Infine, la parte documentaria del film, brillanti interviste con fisici, un biologo molecolare, medici, un anestesista, mistici, insegnanti e studiosi (intervistata anche JZ Knight, il canale di Ramtha), fornisce la base scientifica e spirituale alla storia di Amanda, che è, naturalmente, la storia dell’umanità.

Scheda del Film

Titolo originale: What the Bleep Do We Know !? (trad. Ma che caspita ne sappiamo !?)
Regia: William Arntz, Betsy Chasse, Mark Vicente
Interpreti: Marlee Matlin , Elaine Hendrix , Barry Newman , Robert Bailey Jr, John Ross Bowie, Armin Shimerman, Robert Blanche, David Albert, Marsha Clark, James Langston Drake, Dan Finnerty , Amit Goswami, John Hagelin, J.Z. Knight , Sherilyn Lawson, Michele Mariana, Eric Newsome, Dawnn Pavlonnis, Candace Perth, Ramtha, Mercedes Rose, Jeffrey Satinover, Jeff S. Dodge, Carol Stanzione, Leslie Taylor, William Tiller, Tin Tran, Tara Walker, Fred Alan Wolf
Soggetto: William Arntz, Betsy Chasse, Matthew Hoffman, Mark Vicente
Costumi: Ronald Leamon
Musiche: Barry Coffing, Christopher Franke, Elaine Hendrix, Michael Whalen
Montaggio: Jonathan P. Shaw
Produzione: Scott Altomare, William Arntz, Betsy Chasse, Mark Vicente
Paese: USA

Anno: 2004 ; Durata: 109′

Sito ufficiale Usa:
www.whatthebleep.com
Sito ufficiale UK:
www.thebleep.co.uk

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facebook-casale-monferrato

Siete tutti invitati ad iscrivervi a questi gruppi. Se non siete ancora iscritti a facebook, basta andare su www.facebook.com. Dopo esservi iscritti ai gruppi, invitate i vostri contatti ed amici.

  • facebook Casale Monferrato Il primo social network a Casale Monferrato. Presto organizzeremo un party e tante sorprese a Casale, e quindi si accettano aiuti, idee, proposte. Intanto è importante far crescere il gruppo che sarà utilizzato allo scopo di creare attività connesse con Facebook. Una volta iscritto, invita altri ad iscriversi cliccando sul pulsante sotto l’immagine in alto a destra.
  • CasaleAttiva * Casale Monferrato (AL) Tutto sugli eventi legati ad arte, Cultura, Volontariato, feste, presentazioni, benessere a Casale Monferrato.
    Sei invitato a pubblicare degli eventi sul gruppo, scrivimi, per essere nominato incaricato del gruppo.
  • freeMarket * Casale Monferrato – Libero scambio di oggetti e prestazioni Hai un oggetto che non ti serve più? Perché invece di tenerlo a creare un accumulo di massa nella tua casa, o abbandonarlo nella spazzatura, non lo regali?
    Cerchi un oggetto in regalo? Prova a chiederlo…
    Sai fare qualcosa, e vuoi scambiare la tua prestazione con un’altra? Offriti.
    Aumenta la crisi economica? Amen.
  • freeHospitality Casale Monferrato * Ospitalità gratuita, domanda e offerta ENGLISH TEXT BELOW
    Scheria, Isola dei Feaci. Lì approdò il naufrago Ulisse, otto anni dopo aver perso i suoi compagni. Venne ritrovato, stremato dal suo viaggio, da Nausicaa figlia del re dei Feaci Antinoo, a capo di un mitico popolo di antichi navigatori, “molto caro agli dèi” il cui nome occupa un posto di assoluto rilievo nell’Odissea. Nausicaa accolse Ulisse con eleganza e cortesia, regalandogli delle vesti e conducendolo dal padre che gli offrì la a sua cordiale ospitalità e gli permise di fare ritorno alla cara Itaca.
    Uno strumento per i viaggiatori che da tutto il mondo arrivano a Casale, per offrire loro ospitalità per qualche notte, e approfittare dello scambio culturale.

    Are you travelling? Stop in Casale Monferrato, that is placed in between of Milan, Turin, and Genoa, and here you will find a warm welcome, a place to sleep, a great view to the hills, nice people smiling everywhere, some of the best italian wines, and a lot of possibilities as a volunteer. Just write!
    Ithaca will come, later…

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Martedì 12 novembre, terzo e ultimo appuntamento con “Il cinema visionario di Jodorowsky” con “La Montagna Sacra”. Inizio ore 21, presso il Centro dell’Associazionismo di Via del Carmine 8.
Ingresso gratuito per i tesserati (costo tessera 2009: 5€)
 
LA TRAMA

La montagna Sacra - The Holy Mountain - L'alchimista - Alejandro Jodorowsky - a cura di Emanuele BertoliniUn officiante nerovestito compie liturgie esoteriche ed iniziatiche su due giovani donne vestite di bianco in un misterioso santuario dove risuonano sacri mantra. Le lava, le spoglia, taglia loro i capelli, le copre con le sue braccia in una simmetria da trittico. Scorrono, poi, immagini di simboli e collages esoterici. Stacco.

Un uomo, crocifisso al terreno, con la faccia ricoperta di api, giace in stato di incoscienza fra aride alture. Lo raggiunge un indio, nano e senza braccia che gli pulisce il viso. Un orda vociante di bambini nudi liberano il corpo dell’uomo che appare poi di nuovo crocifisso ad un tronco. È un ladro, il cui aspetto ricorda l’iconografia tradizionale del Cristo. Viene lapidato dai bambini incitati dal freak. Svegliatosi, dopo essere sceso dalla croce lancia un urlo che mette in fuga tutti gli astanti tranne il nano, che, spaventato dall’atteggiamento dell’uomo, gli offre di fumare dell’erba. Stringono istintivamente amicizia e cominciano a ridere insieme. L’azione si sposta in città.

Potrebbe essere una qualunque cittadina latino americana.Fra la piazza del mercato ed una chiesa in rovina, i due nuovi arrivati osservano una società militarista e degradata: una parata di soldati che portano in sfilata agnelli scuoiati e crocifissi, ricchi borghesi che avanzano in ginocchio, proletari che vengono fucilati (ma dalle loro ferite escono sangue blu e uccellini vivi). Il tutto viene fotografato con divertito entusiasmo da una comitiva di turisti nordamericani. Uno di loro filma addirittura la violenza carnale di un soldato sulla sua Il Ladro -  La montagna Sacra - The Holy Mountain - Alejandro Jodorowsky - a cura di Emanuele Bertolinicompagna di viaggio. Poi chiede al ladro di immortalare anche lui filmando l’intero trio in cambio di denaro. Sulla piazza, intanto, un cartello pubblicizza lo spettacolo del “Grande Circo dei Rospi e dei Camaleonti” che sta per cominciare. Il tema del giorno è “La conquista del Messico”. Ottenuta una parte, il ladro e il freak, si preparano alla rappresentazione. Mentre in sottofondo risuonano musiche popolari indios, la mdp segue su un grande plastico camaleonti e iguane vestite con tradizionali abiti atzechi. Una marcetta nazista accompagna invece l’arrivo delle tre caravelle. Sbarcano stuoli di rospi vestiti con corazze crociate e sai da frate. Attaccano i camaleonti. Cola il sangue, gli animali agonizzano e l’intero set viene fatto saltare in aria.

Finita la rappresentazione il Ladro e il suo compagno, riprendono il cammino passando davanti ad un’insegna recante la scritta “Christ for sale”. Un ciccione, travestito da suora (ma potrebbe essere tranquillamente un richiamo alla iconografia mariana) e tre altrettanto obesi soldati romani, affidano al ladro il compito di portare una croce per uno dei filmini dei soliti turisti. La Via Crucis ha inizio. Il ladro rispetta la parte e si ritrova infine a festeggiare, in compagnia della suora e dei tre soldati romani, a suon di libagioni. Inebetito dall’alcool si addormenta. A sua insaputa i compagni di bevute utilizzano il suo corpo per farne un calco a sua immagine. Ricoperto di gesso liquido, quindi il Ladro/”Cristo” seminudo funge, suo malgrado, da modello. La mdp, con un lentissimo zoom out, lo ritrova pocodopo, in un magazzino di specchi, sommerso dalle centinaia di copie moltiplicate all’infinito. Urla di rabbia, scaccia a frustate i “suoi” mercanti e distrugge le false icone. Intanto, nella cattedrale, dodici prostitute fissano un’immagine voI crocifissi -  La montagna Sacra - The Holy Mountain - Alejandro Jodorowsky - a cura di Emanuele Bertolinitiva del Cristo della passione. Escono dalla chiesa e, con sguardi sensuali, si offrono ai clienti. Una di loro, quasi una bambina, viene corteggiata da un vecchio che le regala il suo occhio di vetro come pegno. Si avviano lungo la strada e incontrano il Ladro/Cristo che, a mò di processione, porta, forse, l’ultima copia del Cristo di gesso rimasta intatta. Le prostitute lo scherniscono deridendolo, tutte tranne una, la quale, invece, fermatasi davanti a lui, con un panno, asicuga prima il simulacro poi i piedi del Ladro. Ripreso il suo “calvario”, il protagonista scorge in una chiesa militari che ballano in coppia una musica molto lenta. Entra e, dapprima, scopre una bibbia putrida che germina vermi e poi, in un letto, sotto le coperte, un alto prelato con un crocifisso che, una volta sveglio, comincia a blaterare parole confuse e senza senso ma, a gesti, appare chiaro che vuole scacciare, come eretici, il Ladro e il “suo” Cristo che, messi quindi alla porta, attendono le prostitute. L’uomo si ciba del volto del Cristo e dinnanzi a un nugulo di bambini, del freak e delle prostitute, attacca, poi, il crocifisso a dei palloncini rossi e blu e lo lascia andare su per il cielo. L'”ascensione” viene seguita da tutti gli astanti in religioso silenzio. Mentre il crocifisso scompare all’orizzonte il Ladro si avvia verso la piazza del mercato. Si accorge che tutti volgono il proprio sguardo in alto, verso il centro della piazza. Fissano una torre rossa altissima che sovrasta tutto, dalla sommità della quale, comincia lentamente a scendere una corda con un amo recante dell’oro. Il Ladro, rubato un coltello, abbandona tutti e conquista velocemente l’oro e l’amo che lo issa su per la vertiginosa torre. Giunto in cima, si inoltra attraverso un cunicolo che termina con una membrana bianca e sottile. La recide con il coltello, dopodichè vi si tuffa gridando con animo bellicoso. È giunto ormai in un salone policromo: il tempio dell’Alchimista. Vi si avventura sempre più guardingo.

L'alchimista -  La montagna Sacra - The Holy Mountain - Alejandro Jodorowsky - a cura di Emanuele BertoliniL’alchimista è completamente vestito di bianco e il suo viso è nascosto da un enorme cappello a punta e a tese larghe. Siede su un trono fra due arieti. Due colonne (una bianca e una nera) delineano le quinte dell’inquadratura. Ha accanto un cammello e una ragazza di colore, nuda, con il corpo tatuato con lettere ebraiche e pieno di sigilli argentei. L’Alchimista si alza e accetta la sfida del Ladro, lo atterra più volte con mosse da arti marziali e alla fine lo immobilizza psico-fisicamente toccandogli sette punti del corpo. Con l’aiuto della muta ancella di colore, l’Alchimista estrae dal collo del prescelto un essere scuro simile ad un viscido anfibio. Dopodichè lo risveglia dallo stato di trance. Si scopre finalmente il volto e gli chiede: “Vuoi l’oro?” – e l’altro fa cenno di sì. La scena si sposta quindi in una piscina, dove è immerso un ippopotamo. Qui l’ex-ladro, ormai discepolo, viene lavato a fondo e purificato dall’Alchimista e dalla sua sacerdotessa. In un laboratorio di alchimia, poi, l’ospite viene rinchiuso in un’ampolla e le sue feci e i suoi umori vengono trasformati in oro attraverso le fasi della pratica alchemica classica. Concluso il processo (in presenza di un pellicano e della negra che suona un violoncello), l’Alchimista invita l’uomo a tramutare se stesso in oro. Gli porge uno specchio. Spaventato dalla sua stessa immagine, l’uomo rompe il cristallo. Subito dopo si ritrovano in una sala di specchi. Questa volta il discepolo dovrà rompere la roccia per scoprirne l'”anima” interna. I suoi tentativi sono vani e allora l’Alchimista con un gesto delicatissimo polverizza la pietra scoprendo una sfera di lucente cristallo. Si passa ad un’ulteriore fase del rito di iniziazione: come crearsi un’anima. In un’altra sala, le cui pareti rappresentano gli arcani maggiori delle carte dei tarocchi, il maestro affida al neofito quattro elementi: un bastone (sapere), una spada (osare), un calice sacro (volere), una medaglia d’oro con incisa una stella a sei punte (tacere). Ancora un cambio di scena. Questa volta sono in un salone sulle cui sette pareti si trovano altrettanti manichini, ognuno associato a un pianeta del sistema solare. “Sono gli uomini più potenti della Terra. Sono ladri come te ma ad un altro livello” lo informa l’Alchimista. A turno costoro si presentano raccontando la loro attività nel contesto sociale che la riguarda. Rappresentano le sette facce di un prisma che racchiude in sé tutto il Potere consumistico-politico-militare, votato alla più disumana oppressione delle masse.

Il pianeta Venere è incarnato da Fon, un industriale di cosmetici e protesi anatomiche. Il suo potere ha come scopo il trionfo dell’apparenza e dell’edonismo: “Sappiamo che la gente vuole essere apprezzata non per quello che è ma per quello che sembra”. Isla domina il pianeta Marte. Ovviamente fabbrica e vende armi, forgiate e concepite in accordo con le mode e le convinzioni religiose di ogni popolo e gruppo sociale. Klen ha per pianeta Giove. È un magnate d’arte contemporanea, che sfrutta sesso e body-art per sfornare su scala industriale l’effimero in carne ed ossa. Saturno è dominato da Sel. In apparenza intrattiene i bambini con le lusinghe del circo, in realtà li condiziona fin dall’infanzia mediante l’ideazione di particolari giocattoli di guerra, elaborati secondo le previsioni di un “computer elettronico per la politica del governo”. Urano, invece, è il pianeta di Berg, consigliere economico di un presidente dittatore. Per sanare il deficit dello stato suggerisce di eliminare quattro milioni di cittadini in cinque anni. Vengono così subito attivate le strutture di morte: camere a gas, università a gas, ecc. Nettuno si identifica con Axon, un capo della polizia con vocazioni nazi-fasciste e il culto della personalità di stampo maoista. Per educare le nuove leve promuove il rito della castrazione, conserva i testicoli delle reclute, e fa esercitazione insieme alle giovani squadre reprimendo nel sangue i cortei di protesta. Infine Lut indica Plutone: il suo settore è l’architettura pianificata in senso disumano. L’individualità e il concetto di casa sono sacrificati per risparmiare tempo e denaro. L’ideale proposto per il riposo dell’operaio – in mezzo al ritmo incessante di produzione – è, sostanzialmente, una bara, un abitacolo che insieme ad altri milioni di cellette sarà il formicaio collettivo del futuro.

Una volta terminati i singoli racconti vediamo un elicottero atterrare in prossimità della torre. Ne scendono i sette personaggi appena descritti. Tutti riuniti in una sala assistono alla “lezione” dell’Alchimista che espone loro il suo progetto: “Avete potere e denaro, ma siete mortali. Sapete che non potete sfuggire alla morte. Ma l’immortalità si può raggiungere. In ogni tradizione si parla di Montagna Sacra. (…) Nove uomini immortali abitano in cima alla montagna. Dal picco più alto dominano il mondo. Possiedono il dono di dominare la morte. Hanno più di quarantamila anni. Se altri hanno sconfitto la morte perché noi dobbiamo sopportarla?”. Sostiene di aver scoperto l’ubicazione della montagna: l’isola del Loto. Passa poi a spiegare in cosa consiste l’alchimia umana:” Gli elementi dell’alchimia sono molti, ma finiti. Così le tecniche per trovare la luce. Gli immortali sono un gruppo. Se abbiamo successo dobbiamo rinunciare al nostro io individuale e diventare un essere collettivo”. Invita quindi tutti a bruciare il proprio denaro come segno del distacco dai beni materiali (il ladro, che non ha nulla da gettare nel fuoco, tenta di rubare una banconota ma viene ridicolizzato dagli altri). È la volta, poi, di bruciare i manichini, simulacri del loro io egoistico, doppelgänger dell’apparenza che avevamo visto nella sala dei tarocchi.

La montagna Sacra -  La montagna Sacra - The Holy Mountain by Santiago Bose - Alejandro Jodorowsky - a cura di Emanuele BertoliniPuò finalmente avere inizio il pellegrinaggio dei nove segnato da diverse tappe spirituali, esercizi mentali di ogni sorta, tutti caratterizzati da un unico motivo conduttore: la rimmersione nella Natura. Ritroviamo a questo punto la prostituta in compagnia dello scimpanzè. Innamorata dell’ex-ladro segue il gruppo da lontano. Il primo incontro è con contadino “guaritore”, poi con una donna che prepara alla comitiva una pozione a base di erbe selvatiche, poi con maestri indios. Questi utimi insegnano ai nove ad espandere la propria percezione sensoriale, riuscendo a farli comunicare con i fiori e a sentire le voci della Natura. Poi, attraverso l’uso di droghe, li avviano verso l’acquisizione della corporalità collettiva. Un altro passo riguarda l’oblio di sé e viene attuato annegando, in una fossa scavata nel terreno, la ciotola e l’acqua in essa contenuta “colpevoli” di aver riflesso i loro volti. Le rovine di un tempio atzeco sono testimoni di un’altra cerimonia purificatrice: quella della morte, durante la quale i nove imparano la rinuncia del proprio involucro terreno. “Ora siamo un gruppo” dice il Maestro. Possono, quindi, imbarcarsi alla volta dell’Isola del Loto. Sul molo, però, il Ladro/Cristo, prova ad accontentare un gruppo di bambini affamati imitando il suo prototipo evangelico, ma, con una visione, l’Alchimista gli mostra l’inutilità del gesto. Sul battello la guida spirituale mostra le forme del pensiero servendosi di una stella marina e di figure volumetriche. Additanto l’ex-Ladro lo esorta a liberarsi del mostro che ha dentro. Il gruppo lo aiuta ad estrarlo e esce fuori, come un aborto mentale, il freak, suo compagno di viaggio iniziale. Invisibile agli altri, il nano viene gettato in mare dal suo reticente “fratello” che si libera con grande dolore dell’anomalo fardello nascosto. Su una piccola imbarcazione la prostituta e lo scimpanzè seguono silenziosamente la spedizione. L’apparizione in cielo di un uccello indica l’arrivo sulla terra ferma. Sbarcati, i nove, si radono i capelli e accettano l’invito di un anfitrione-imbonitore, gestore del “Bar del Pantheon”. È un cimitero pieno di gente e fracasso da fiera. Sono tutti coloro che hanno provato a scalare la Montagna Sacra ma che non ci sono riusciti. Tre falsi profeti dichiarano di aver raggiunto la meta con i mezzi più disparati: LSD, l’evocazione poetica, il potere di attraversare orizzontalmente la materia solida. Irritati e delusi i nostri protagonisti riprendono il cammino lasciandosi alle spalle le facili seduzioni del gestore. Durante la salita due incidenti richiedono un sacrificio fisico, anche a costo dell’amputazione di un dito. Dalle distese di neve passano, salendo, ad un altipiano assolato, sempre seguiti a vista dalla donna e dall’animale. È giunto il momento delle “visioni dei Morti”: un’ulteriore pena del contrappasso ma solo per i sette ex-padroni (il Ladro-Cristo ne è, infatti, escluso). Sette inquietanti sketches, in cui ognuno rivive un particolare incubo legato all’inconscio sessuale con tinte più o meno macabre e selvagge.

Il tragitto è ormai concluso, in lontananza si scorgono già i profili dei nove immortali. L’Alchimista suggerisce di aspettare tre ore prima di attaccarli. Nel frattempo coglie l’occasione di dare l’ultima istruzione, riguardo la sua nuova autorità, al discepolo ex-ladro: “Non hai più bisogno di un maestro. Tagliami la testa”. Dopo aver ubbidito a malincuore, l’ormai neo-maestro si accorge di aver decapitato un agnello. Quindi gli viene presentata la prostituta e la loro unione viene benedetta: “Unisciti con questa buona donna – gli dice l’Alchimista – che ti ha seguito sin qui solo perché t’ama. Dimentica le vette, raggiungi l’eternità attraverso l’Amore.” Il nuovo Alchimista, la sua compagna e lo scimpanzè si allontanano all’orizzonte. Torneranno alla torre rossa e insegneranno alla loro famiglia e al loro popolo. L’ultimo comandamento che ricevono è “Cambiate il mondo”.
Intanto i sette rimasti salgono in cima alla montagna e scoprono che i nove immortali attorno al tavolo non sono altro che fantocci, tutti tranne uno, che è proprio l’Alchimista, il quale comincia, fra le risate generali, a fare sberleffi da bambino. Poi, in tono serio, scopre le carte dell’intera messa in scena: “Vi promisi il Grande Segreto e non vi deluderò. Questa è la fine della nostra avventura? No, niente ha fine. Venimmo alla ricerca dell’immortalità per essere dèi, ed eccoci qui, mortali, più umani che mai. Se non trovammo l’immortalità almeno trovammo la realtà. Incominciammo in una favola, abbiamo trovato la vita. Ma, questa vita è realtà? No è un FILM. Zoom indietro!!” Al suo comando, la mdp allarga l’inquadratura fino a scoprire l’intero profilmico: luci, microfoni, troupe del film. E ancora: “Noi non siamo che immagini, sogni, fotografie. Non dobbiamo restare qui, prigionieri. Romperemo l’iilusione. Questa è Maya. La vita reale ci attende.”. Abbandonata la finzione il gruppo si allontana mentre mantra risuonano come da principio.

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