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Archive for maggio 2012

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A partire dal 1 giugno e fino al 30 luglio, il Piccolo Spazio Interculturale di via Caccia 5 a Casale Monferrato (AL) torna ad occuparsi del benessere, offrendo trattamenti reiki e massaggi thailandesi per rinfrescare l’estate in arrivo.
https://i0.wp.com/www.inforeiki.it/images/reiki11.jpgFu Mikao Usui, nato in Giappone nel 1865, a sviluppare la pratica del Reiki che oggi si effettua attraverso una “imposizione delle mani”, che, canalizza le energie terapeutiche (ki). Insegnanti Reiki e praticanti affermano di rispettare questi cinque principi: “Il metodo segreto per invitare la fortuna, la meravigliosa medicina per ogni malanno. Solo per oggi: Non ti arrabbiare, Non ti preoccupare, Sii riconoscente, Lavora duro (per migliorare te stesso), Sii gentile con gli altri”.
La malattia, in qualsiasi forma si presenti, non è altro che la manifestazione sul piano fisico di uno squilibrio energetico. Secondo questa visione, traumi, incidenti, alimentazione, eventi atmosferici, situazioni ambientali, danno origine a dei blocchi energetici e alle malattie. Il Reiki ha come scopo quello di rimuovere questi blocchi energetici, ristabilendone il flusso, ristabilendo l’armoniosa interazione tra mente e corpo. Sarà Anita, volontaria Croata ad offrire i trattamenti.
https://i2.wp.com/www.ieso.it/Immagini/Massaggio_Tailandese.jpgIl massaggio tradizionale Thailandese invece, ha una lunga storia di pratica terapeutica. Praticato per secoli, le sue origini si possono far risalire all’India di circa 2.500 anni fa e si sviluppò attraverso le pratiche nei monasteri thailandesi.
Si fonda sul concetto della medicina orientale, che il corpo è solcato da canali. Prendendo spunto dalla medicina tradizionale cinese, è arricchito da posizioni di yoga e stretching passivo. Combina infatti i punti dell’agopuntura con uno stretching assistito ispirato allo Yoga di derivazione indiana, che apre il corpo energeticamente e fisicamente. Il massaggio tradizionale thailandese ristabilisce l’equilibrio bio-energetico, è rilassante e tonificante ed aumenta l’attività vascolare e promuove la liberazione di tossine dalle cellule. Ma oltre a questa attività fisiologica questo tipo di massaggio ha un’attività di liberazione di energia. Perciò, dopo un trattamento non ci si sente sedati, ma, al contrario, ci si sente come potenziati. Un’altra unicità di questo tipo di massaggio è che le tecniche si spingono fino al limite delle possibilità del cliente, con l’utilizzo delle mani, dei gomiti, delle ginocchia e dei piedi. Ad offrirlo sarà Cristhian, volontario dell’associazione Serydarth, che ha imparato alcune tecniche in un villaggio della campagna thailandese.
Per prenotarsi è prendere appuntamento, contattare serydarth@yahoo.it o i numeri 340.2438973 (per il Reiki) e 349.5250560 (per il Massaggio Tradizionale Thailandese).
Ai partecipanti verrà suggerito un contributo di sottoscrizione di 8€,
Durante le settimane saranno inoltre offerti ulteriori servizi, e si invitano persone interessate ad offrire le proprie capacità a mettersi in contatto con l’associazione Serydarth.

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Giovedì 31 maggio 2012 alle ore 20, presso il Piccolo Spazio Interculturale di via Caccia 5 a Casale Monferrato (AL), l’associazione Serydarth propone questa volta una cena diversa dal solito.
Il cibo ha una funzione di comunione, crea vicinanza e familiarità tra le persone. Perciò la serata sarà una rappresentazione di una tipica cena in famiglia.
Unendo fantasia, gioco e recitazione, i partecipanti saranno invitati a calarsi nei panni di vari personaggi caratteristici della tipica famiglia italiano, impersonandosi in essi ed interagendo con gli altri componenti secondo la propria nuova personalità per tutta la durata della cena.
Il divertimento accompagnerà la serata, preparata dalle donne di casa e sarà composta da:
  • Bruschette di una volta
  • Minestra casalinga
  • Spezzatino vegetariano con patate
  • Torta della nonna
  • Pane e Vino della casa
Il tutto sarà allietato da brusio di televisione accesa nel tinello e pianti del bimbo dei vicini.
Per partecipare è necessario prenotare entro e non oltre mercoledì 30 maggio a serydarth@yahoo.it o 338.5452899. I posti sono limitati.
Il contributo di sottoscrizione suggerito è di 12€

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Sabato 19 maggio, dalle 9 alle 14, per l’appuntamento con le “Colazioni d’Italia“, tocca questa volta alla Liguria.
Presso i locali del Piccolo Spazio Interculturale gestiti dall’Associazione Serydarth, in via Caccia 5, a Casale Monferrato si potrà degustare una saporita “Colazione Ligure” composta da:
  • Farinata di ceci con rosmarino
  • Risiny
  • Caffè o tè
Serviti con un sottofondo di musica ligure, tradizionale e non, la farinata di ceci, è una torta salata molto bassa, preparata con farina di ceci, acqua, sale, olio di oliva e cosparsa di rosmarino. Essan ha radici assai antiche: diverse ricette latine e greche riportano sformati di purea di legumi, cotti in forno. Una leggenda racconta che sia nato per casualità nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. Le galee genovesi, cariche di vogatori prigionieri si trovarono coinvolte in una tempesta. Nel trambusto alcuni barilotti d’olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Poiché le provviste erano quelle che erano e non c’era molto da scegliere, si recuperò il possibile e ai marinai vennero date scodelle di una purea informe di ceci e olio.
Nel tentativo di rendere meno peggio la cosa, alcune scodelle vennero lasciate al sole, che asciugò il composto in una specie di frittella.
Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta improvvisata, cuocendo la purea in forno. Il risultato piacque e, per scherno agli sconfitti, venne chiamato l’oro di Pisa.
Il risiny inceve è un dolce originario della zona dell’entroterra di Alassio.
Per partecipare alla colazione non è necessario prenotare. Verrà suggerito un contributo di sottoscrizione di 4€
Per informazioni 349.5250560 serydarth@yahoo.it

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Partirà sabato 27 maggio 2012, con orario dalle 14 alle 16 il “Corso di Didjeridoo“, tenuto da Manel Tappa, degli OrangeProject.

Il didgeridoo tradizionale è ricavato da un ramo di eucalipto (pianta assai diffusa nel Nord dell’Australia), scelto tra quelli il cui interno è stato scavato dalle termiti. Scortecciato, ripulito e accuratamente rifinito, lo strumento viene poi decorato e colorato con pitture tradizionali che richiamano la mitologia aborigena. Gli aborigeni lo utilizzano come strumento a fiato, nel quale soffiano e al tempo stesso pronunciano parole, suoni, rumori. Viene suonato con la tecnica della respirazione circolare.

Manuel Tappa, scopre e si avvicina al didjeridoo nel 1997 e dopo qualche anno la passione inizia a crescere.
Con il passare del tempo scopre e visita i festival europei più importanti, dedicati allo strumento aborigeno.
Dopo un workshop con Mark Atkins (Aborigeno mezzo sangue) inizia lo studio vero e proprio, con la ricerca di strumenti specifici, suonatori con il quale condividere e scambiare  pareri e nozioni.
Ma la vera svolta, subito dopo un viaggio in Australia, è l’incontro con i musicisti Gianluca, Franco e Tiziano, con il quale fonda la band OrangeProject, da 6 anni all’attivo.
Attento e costantemente aggiornato su nuve tecniche,nuovi suonatori e nuovi strumenti viene invitato a Milano, per un raduno di appassionati,dove si esibisce tra i 5 maggiori esponenti del didjeridoo in Italia.
La passione sfrenata e la continua ricerca, lo porta a conoscere da vicino tra i migliori suonatori e costruttori di didjeridoo.

Il Corso di Didjeridoo base per principianti, che si terrà nelle settimane successive all’incontro, sarà invece così strutturato:
-Breve introduzione alle dinamiche dello strumento.
-Differenze tra YIDAKI (strumento tradizionale) e DIDJERIDOO (strumento contemporaneo).
-Rapporto tra forma,colonna d’aria e suono.
-Postura
-Apprendimento del suono base.
-Armonici e cambi di suono tramite bocca.
-Utilizzo della voce
-Apprendimento della respirazione circolare.
-Utilizzo della lingua per creare le prime ritmiche.

A partire da sabato 27 giugno,  il corso si terrà il 2, il 9 e il 16 giugno, dalle ore 14 alle 16, presso il Piccolo Spazio Interculturale di Via Caccia 5 a Casale Monferrato.

Per informazioni e partecipazione contattare 340.2874055 ramudidj@libero.it

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Lunedì 14 maggio, alle ore 20 al Piccolo Spazio Interculturale di via Caccia 5 a Casale Monferrato (AL), torna l’appuntamento con le “Cucine del Mondo“. “Ben Venga Maggio“, una cena questa volta mediterranea, preparata a 6 mani da Anita, volontaria Croata, Dominique, francese e Cristhian.
“Ben Venga Maggio”, prende il titolo dall’omonima poesia del XV secolo di Angelo Poliziano, un inno alla primavera e all’amore. E nella poesia si citano anche i viandanti “-Ben venga il peregrino-“, e diamo così il benvenuto a tutti i viaggiatori che verranno ospitati da qua fino ad agosto.
Il menù, vegetariano, servito con sottofondo di musiche e canzoni dei paesi dell’aree mediterranea, comprende:
  • Humus (Crema di Ceci Libanese)
  • Tartelettes aux poireaux et aux brocolis (Tortini francesi alle pere e broccoli)
  • Velouté de lentilles et pommes de terre au fromage de chèvre (Vellutata francese di lenticchie e patate, al formaggio di capra)
  • Fragole all’aceto balsamico con mascarpone
  • Vino e acqua
  • Pane
Per partecipare è necessario prenotare entro e non oltre domenica 13 maggio al numero 349.5250560 o a serydarth@yahoo.it
Il contributo di sottoscrizione suggerito è di 12€
Di seguito, la poesia del Poliziano:
Ben venga maggio
e ‘l gonfalon selvaggio!
Ben venga primavera,
che vuol l’uom s’innamori:
e voi, donzelle, a schiera
5
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio,
venite alla frescura
delli verdi arbuscelli.
10
Ogni bella è sicura
fra tanti damigelli,
ché le fiere e gli uccelli
ardon d’amore il maggio.
Chi è giovane e bella
15
deh non sie punto acerba,
ché non si rinnovella
l’età come fa l’erba;
nessuna stia superba
all’amadore il maggio
20
Ciascuna balli e canti
di questa schiera nostra.
Ecco che i dolci amanti
van per voi, belle, in giostra:
qual dura a lor si mostra
25
farà sfiorire il maggio.
Per prender le donzelle
si son gli amanti armati.
Arrendetevi, belle,
a’ vostri innamorati,
30
rendete e cuor furati,
non fate guerra il maggio.
Chi l’altrui core invola
ad altrui doni el core.
Ma chi è quel che vola?
35
è l’angiolel d’amore,
che viene a fare onore
con voi, donzelle, a maggio.
Amor ne vien ridendo
con rose e gigli in testa,
40
e vien di voi caendo.
Fategli, o belle, feste.
Qual sarà la più presta
a dargli el fior del maggio?
-Ben venga il peregrino.-
45
-Amor, che ne comandi?-
-Che al suo amante il crino
ogni bella ingrillandi,
ché gli zitelli e grandi
s’innamoran di maggio.-

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Di seguito trovate la storia scritta durante i primi mesi di vita del Piccolo Spazio Interculturale, nel 2009.

https://i1.wp.com/a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/790_1070880454711_1307126308_30205298_4769_n.jpg“Il viaggio deve allinearsi con le più severe forme di ricerca. Certo ci sono altri modi per fare la conoscenza del mondo. Ma il viaggiatore è uno schiavo dei propri sensi; la sua presa su un fatto può essere completa solamente quando è rafforzata dalla prova sensoriale; egli può conoscere davvero il mondo soltanto quando lo vede, lo sente e lo  annusa”
Lord Byron

        IL PICCOLO SPAZIO INTERCULTURALE
E’ stato un passo difficile e un po’ assennato, quello di tentare di aprire un vero e proprio Spazio Interculturale a Casale dove poter finalmente ospitare regolarmente volontari e viaggiatori, assegnando loro la responsabilità della gestione della casa e della preparazione degli eventi. Le attività dell’associazione sono sempre state organizzate con la minima spesa economica e pari entrate.
Dopo un’estenuante ricerca, nell’aprile del 2009, è stato trovato un appartamento adatto allo scopo e in pieno centro a Casale, in una via popolare abitata da molti stranieri. Uno spazio piccolo, vuoto, e da rinnovare. Subito in un mese, i volontari già presenti, ma ancora ospitati in casa di associati, dandosi da fare, riescono a rimetterlo a nuovo, con piccole riparazioni e lavori di tinteggiatura e decorazioni.
Dopo un mese, vengono ospitati i primo due volontari: Andrew dagli Stati Uniti e Jasmin dalla Germania. Loro si
danno da fare principalmente per preparare la casa per i futuri ospiti e per gli eventi da organizzare.
Dopo poco, Andrew, che suona la chitarra viene chiamato a suonare presso lo Studio Fotografico Controluce e al Circolo Pantagruel, prepara una deliziosa cena vegana messicana con arredamento e musiche in stile centroamericano, con Jasmin alle video riprese e con la partecipazione di un’ospite appena arrivata dalla Finlandia, Alma, che stupisce tutti con un paio di canzoni e una voce celestiale.
E’ solo l’inizio, ma è già il segno incoraggiante che il Piccolo Spazio Interculturale può funzionare, sia per i volontari e viaggiatori che per i cittadini della città.
Da quell’inizio, in soli 8 mesi si sono succeduti ben 80 ospiti, volontari e viaggiatori da tutto il mondo che hanno organizzato ben 46 eventi ampliando così l’incontro della comunità e cultura locale con il resto del mondo, rimanendo letteralmente affascinati dalla bellezza del territorio e dalla simpatia degli abitanti lasciandone i commenti positivi sul “libro degli ospiti”.
Tanto l’interesse dei cittadini, che si sono avvicinati con piacere e curiosità alle iniziative, contribuendo non solo con lo scambio culturale ma anche portando attrezzature e cibo per gli ospiti.
Molti i giovani, che hanno conosciuto modi nuovi di vedere la realtà quotidiana, sviluppando creatività e spirito d’iniziativa nonché il desiderio di conoscenza.

(S)PASSO CON I TEMPI
Oggi, alla fine della prima decade del secondo millennio, siamo di fronte ad un cambiamento globale nei modi di vivere e di acquisire conoscenza per milioni di persone. Con l’avvento della comunicazione via internet, si sono moltiplicate le possibilità per gli uomini di poter spostarsi da un paese all’altro in maniera semplice, sicura ed economica. Allo stesso modo è ora cambiata la maniera di apprendimento: in pochi istanti si possono trovare risposte ad ogni dubbio, comunicare con chiunque, ritrovare amici “dispersi” da anni, crearsi le proprie possibilità e prendere spunto da quelle di altri. Il cambiamento di oggi marcia ad una velocità impressionante e offre l’opportunità alle culture di venire in contatto, non solo “virtualmente” ma anche direttamente.
Qualcuno potrebbe obiettare che solo chi ha le possibilità può muoversi agilmente in questo tipo di realtà, ma è anche vero che i cambiamenti più importanti avvengono partendo da una dimensione piccola, micro, ampliandosi col passare del tempo verso una dimensione più grande, macro.
Attraverso incontri formativi (Youth Exchanges, Seminari, ecc..), progetti universitari (Erasmus, ecc..) e volontariato tanti giovani hanno vissuto in un altro paese, a contatto con persone “diverse”. Non calcolabili sono stati i contatti e le relazioni che si sono innescate, dando forma ad un vero e proprio desiderio di conoscenza e acquisendo al tempo stesso la capacità di trasformarsi a seguito dell’incontro con una nuova cultura. Ad agevolare ciò sono state le comunicazioni e le possibilità via internet. Per citare alcuni esempi fondamentali si può osservare il fenomeno dell’ospitalità gratuita, attraverso la quale chiunque, può essere ospitato a casa di qualcun altro in qualunque parte del mondo, o i voli low cost che hanno ridotto le distanze in maniera impressionante. Oggi può costare meno un volo da Milano a Berlino, che non un treno da Torino a Roma.
Cambiano i modi di vedere la realtà attorno ed è la stessa realtà a cambiare di conseguenza. Cambiano le vite di molti, crescono le opportunità, ma cosa più importante, le differenze si trasformano in risorse. Attraverso la convivenza spontanea e piacevole con culture diverse a volte distanti anni luce dalla propria, si acquisisce la consapevolezza di quanto in realtà, totalmente differenti dal punto di vista del comportamento, si sia profondamente uguali come esseri umani.
L’Associazione Serydarth non ha obiettivo di educare alcuno. Essa cerca invece di offrire canali, possibilità, strumenti che permettano alle persone semplicemente di incontrarsi, mettendosi a confronto e comprendendosi, creando senza volerlo effetti collaterali ai volontari, ai viaggiatori e alla comunità locale.

COSA SIGNIFICA INTERCULTURA
Attraverso il contatto tra diverse culture, si crea un’interazione tra le persone attraverso la comunicazione (non soltanto verbale). Accettando la diversità come valore e come dimensione costitutiva dell’organizzazione sociale e culturale, si sviluppa un pensiero aperto, problematico e antidogmatico, capace di decentrarsi, di allontanarsi dai propri riferimenti cognitivi e valoriali e di dirigersi verso quelli di altre culture per scoprire e comprendere le differenze e le connessioni. Capace inoltre, di far tornare nella propria cultura arricchito dall’esperienza del confronto e, pertanto, in grado di riconoscere e valutare con maggiore consapevolezza critica la propria specificità nei suoi aspetti di positività e negatività. Intercultura significa: essere disponibili a far parte di più culture senza tradire la propria, anzi arricchendola e moltiplicandone – con il contatto e il confronto, con le interferenze e i prestiti – le potenzialità evolutive e creative.
Aver chiara consapevolezza dei caratteri storici e dinamici della propria e dell’altrui cultura, degli elementi di ricorrenza e di trasformazione, degli aspetti di complessità, di processualità, di interazione che collegano culture diverse, le distanziano e le differenziano ma anche le unificano e le integrano.

CHE COS’E’ UN VIAGGIATORE (altro…)

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Dopo tre intensi anni di attività e ospitalità, il Piccolo Spazio Interculturale di via Caccia 5 a Casale Monferrato (AL), gestito dall’Associazione Serydarth, si avvia verso la chiusura, prevista per agosto 2012.

Tre anni fantastici, in cui sono stati ospitati gratuitamente (in tutti gli aspetti) più di 250 tra volontari internazionali e viaggiatori da tutto il mondo, e organizzati più di 150 eventi interculturali, con gli unici scopi di creare condivisione, esprimersi e stare bene, nel segno della gratuità e dell’ospitalità.

Uno spazio che ora è scritto in 64 lingue diverse, come il numero delle nazionalità degli ospiti, e di cui ognuna ha lasciato qualcosa: una decorazione, un’immagine, una disposizione dell’arredo, un’idea, colori, emozioni e infiniti momenti, trasformendo il locale in un gioiello interculturale, rispettoso di ogni ideologia e filosofia, ma senza mai abbracciarne alcuna, cercando di rimanere sempre a contatto della realtà oggettiva. Uno spazio che è stato ed è a contatto della gente, dei vicini, della comunità locale, e che ha posto, come metodo di risoluzione dei conflitti, l’analisi e la modifica dei propri comportamenti in relazione all’ambiente, anziché il desiderio di voler cambiare quelli degli altri.

Una scelta quindi, quella di chiudere, che è difficile, che già porta con sè un sentimento di malinconia, ma anche necessaria per liberarsi da alcuni legami dettati dall’unica spesa che l’associazione deve sostenere: l’affitto degli spazi. Finora con entusiasmo sono state organizzate tante attività di sottoscrizione per coprire tali spese, ora invece, i diversi impegni e cammini degli associati non possono più permettere un impegno costante e a volte doversi preoccupare di racimolare il denaro per l’affitto, significa dover rinunciare a compiere nuovi passi nella vita.

Certo, se non ci fosse questo cappio al collo (350 euro al mese, che neppure sono tanti, considerata la dimensione) sarebbe possibile continuare le attività, in maniera libera e spontanea, realizzandole quando possibile, e per il semplice piacere di farle.

Per i primi due anni abbiamo ricevuto un contributo del comune di Casale e della Provincia di Alessandria (3.000 in totale) che hanno ammortizato queste spese, ma nulla nell’anno precedente, mentre quest’anno la Provincia di Alessandria, Assessorato Servizi Sociali, si è proposta di supportare l’associazione con 1000 euro, ma per un altro progetto (sogno nel Cass(on)etto) che però viene non realizzato nel Piccolo Spazio Interculturale ma in un’altro spazio apposito.

Diviene difficile, e anche stancante, dover ogni anno trovare più di 4000 euro, soprattutto perché questi contributi si sono ridotti nel tempo.

Sarebbe anche stato possibile realizzare progetti o partecipare a bandi ma non vi è mai stata alcuna persona capace, o disposta a prendersi tale impegno a tempo pieno. Altri avrebbero potuto farlo, ma ciò avrebbe significato il doversi legare alla burocrazia, fatta di carta, di parole ripetute e ricche di fronzoli, di facciate, scadenze, rendicontazioni, scatole ad incastro, e quindi bloccando di nuovo la spontaneità che si ricerca e si vuole offrire, a scapito del momento presente, della gioia di esso e dell’amore verso il proprio lavoro nella sua purezza ed essenzialità.

Ora, si pensa comunque a delle possibili soluzioni, non tanto per continuare questo lavoro (che potrebbe essere anch’essa una soluzione, se non ci si dovesse preoccupare della spesa dell’affitto), quanto per poter lasciare che ciò che è stato creato, possa vivere, anche sotto un nuovo nome e forma.

Pertanto, se ci fossero organizzazioni o gruppo interessati a rilevare lo spazio, e a farne ciò che ne vogliono, sono invitate a visitarlo, mettendosi in contatto con serydarth@yahoo.it o il 349.5250560. Esso, in centro a Casale, e al primo piano di via Caccia 5, è dotato di ingresso, cucina, tre stanze e 4 posti letto, un bagno enorme e garage. Completamente arredato e decorato, verrebbe consegnato “chiavi in mano” 🙂

Se qualcuno avesse anche qualche soluzione per far fronte alla spesa di 4000 euro annui, che non sia l’affogamento nella burocrazia, è invitato a suggerirla. Inutile dire che anche le donazioni, versate sul C/C postale 1261217 intestato ad ASSOCIAZIONE SERYDARTH, o le sponsorizzazioni potrebbero far continuare le attività, ma anche questa forma di finanziamento finora non ha avuto molto successo.

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