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Archive for 18 novembre 2012

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Giovedì 15 novembre alle ore 21, presso il Piccolo Spazio Interculturale di via Caccia 5, prosegue il percorso attraverso la poesia e la narrativa italiana del ‘900. Dopo aver analizzato, durante l’aoountamento della scorsa settimana, gli autori e le poesie di autori fondamentali come Saba, Rebora, Ungaretti e Campana, questa settimana ci si avvicinerà a Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo attraverso l’appassionata analisi di Luigi Villa Freddi.
Montale, nato a Genova nel 1896, trascorre l’infanzia tra la sua città natale e Monterosso, luoghi che gli offriranno una fonte di ispirazione per le sue opere. Sarà sempre un uomo schivo e distaccato e, nonostante il suo presentarsi non come letterato professionale ma come uomo comune che scrive solo per sé stesso, diverrà uno dei poeti più rappresentativi del ’900, tanto da ricevere, nel 1975, il premio Nobel per la letteratura. La spontaneità è, dunque, il carattere che della sua poesia l’autore vuole sottolineare, come risulta dall’ “Intervista Immaginaria” , pubblicata nel 1946 “Le mie poesie sono funghi nati spontaneamente in un bosco; sono stati raccolti, mangiati”. (cit. www.letteratura.it)
Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
se nell’ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s’appressa
l’ora che passerai di là dal tempo;
forse solo chi vuole s’infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.

(da Casa sul Mare)
Salvatore Quasimodo figura tra i maggiori interpreti della condizione dell’uomo moderno. Egli svolse una funzione significativa nella letteratura del Novecento, come dimostrano i numerosi riconoscimenti a lui tributati dalla cultura internazionale, che culminarono nel 1959 con l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura. Nella sua opera letteraria egli rivelò il suo carattere pensoso e profondamente umano e nello stesso tempo giunse, attraverso un itinerario ricco di svolte e di approfondimenti, a soluzioni originali e ricche sul piano intellettuale ed artistico. Nelle prime raccolte Acque e terre (1930) e Ed è subito sera (1942) Quasimodo sviluppò i temi connessi con la solitudine, con lo sradicamento dell’uomo, che egli individuava anche nella sua personale condizione di esule profondamente legato al mondo della sua infanzia, ossia ad una dimensione di bontà e di sanità non più raggiungibile. (cit. www.classicitaliani.it)
Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul fosso.
E tutto sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.
(Specchio)
Luigi Villa Freddi è editor della Casa Editrice Lampi di Stampa del gruppo Messaggerie, poeta e romanziere egli stesso.
L’incontro è ad ingresso gratuito
Per informazioni: serydarth@yahoo.it o 338.3026884.
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