Feeds:
Articoli
Commenti

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 7.000 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 12 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

https://serydarth.files.wordpress.com/2012/11/zanzotto-gadda-e-landolfi.jpg
Giovedì 29 novembre alle ore 21, presso il Piccolo Spazio Interculturale di via Caccia 5, prosegue il percorso attraverso la poesia e la narrativa italiana del ‘900 con l’ultimo appuntamento della serie. Questa settimana ci si avvicinerà ad Andrea Zanzotto, Carlo Emilio Gadda e Tommaso Landolfi attraverso l’appassionata analisi di Luigi Villa Freddi.
Zanzotto, nato a Pieve di Soligo nel 1921 e laureatosi in lettere all’università di Padova nel 1942, è unanimemente considerato dalla critica come uno dei più importanti poeti del secondo Novecento.ù
Nelle sue prime opere, Dietro il paesaggio (Mondadori Milano 1951), Elegia ed altri versi (La Meridiana Milano, 1954), Vocativo( Mondadori, Milano1957), Zanzotto ritorna con continua passione sui fiumi, sui boschi, sui cieli, sulle stagioni dell’amata campagna veneta, esprimendone l’estasiata scoperta attraverso una parola che si fa creazione di analogie e alfabeti metafisici, di tracce dell’assoluto, di verità ricavate e rivelate da nomi e apparenze, mentre il soggetto, ricondotto totalmente al gioco linguistico che lo crea e lo distrugge, è al centro di un’angoscia cosmica di ascendenza leopardiana (cit. www.ilportoritrovato.net)
Gadda è tra i massimi innovatori della narrativa novecentesca, sperimentò uno stile linguistico che fonde in sé lingua nazionale, forme dialettali e usi gergali.
Ambiguo, sfuggente, dissacratore, beffardo, antiborghese, era invece Tommaso Landolfi, scrittore fuori da ogni scuola di pensiero.
Luigi Villa Freddi è editor della Casa Editrice Lampi di Stampa del gruppo Messaggerie, poeta e romanziere egli stesso,
L’incontro è ad ingresso gratuito
Per informazioni: serydarth@yahoo.it o 338.3026884.
https://serydarth.files.wordpress.com/2012/11/eugenio-montale-e-salvatore-quasimodo.jpg
Giovedì 15 novembre alle ore 21, presso il Piccolo Spazio Interculturale di via Caccia 5, prosegue il percorso attraverso la poesia e la narrativa italiana del ‘900. Dopo aver analizzato, durante l’aoountamento della scorsa settimana, gli autori e le poesie di autori fondamentali come Saba, Rebora, Ungaretti e Campana, questa settimana ci si avvicinerà a Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo attraverso l’appassionata analisi di Luigi Villa Freddi.
Montale, nato a Genova nel 1896, trascorre l’infanzia tra la sua città natale e Monterosso, luoghi che gli offriranno una fonte di ispirazione per le sue opere. Sarà sempre un uomo schivo e distaccato e, nonostante il suo presentarsi non come letterato professionale ma come uomo comune che scrive solo per sé stesso, diverrà uno dei poeti più rappresentativi del ’900, tanto da ricevere, nel 1975, il premio Nobel per la letteratura. La spontaneità è, dunque, il carattere che della sua poesia l’autore vuole sottolineare, come risulta dall’ “Intervista Immaginaria” , pubblicata nel 1946 “Le mie poesie sono funghi nati spontaneamente in un bosco; sono stati raccolti, mangiati”. (cit. www.letteratura.it)
Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
se nell’ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s’appressa
l’ora che passerai di là dal tempo;
forse solo chi vuole s’infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.

(da Casa sul Mare)
Salvatore Quasimodo figura tra i maggiori interpreti della condizione dell’uomo moderno. Egli svolse una funzione significativa nella letteratura del Novecento, come dimostrano i numerosi riconoscimenti a lui tributati dalla cultura internazionale, che culminarono nel 1959 con l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura. Nella sua opera letteraria egli rivelò il suo carattere pensoso e profondamente umano e nello stesso tempo giunse, attraverso un itinerario ricco di svolte e di approfondimenti, a soluzioni originali e ricche sul piano intellettuale ed artistico. Nelle prime raccolte Acque e terre (1930) e Ed è subito sera (1942) Quasimodo sviluppò i temi connessi con la solitudine, con lo sradicamento dell’uomo, che egli individuava anche nella sua personale condizione di esule profondamente legato al mondo della sua infanzia, ossia ad una dimensione di bontà e di sanità non più raggiungibile. (cit. www.classicitaliani.it)
Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul fosso.
E tutto sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.
(Specchio)
Luigi Villa Freddi è editor della Casa Editrice Lampi di Stampa del gruppo Messaggerie, poeta e romanziere egli stesso.
L’incontro è ad ingresso gratuito
Per informazioni: serydarth@yahoo.it o 338.3026884.
https://serydarth.files.wordpress.com/2012/11/colazione-umbra.jpg
Sabato 17 novembre, dalle ore 9 alle ore 13.30, torna l’appuntamento con le “Colazioni d’Italia” presso il Piccolo Spazio Interculturale di via Caccia 5 a Casale Monferrato. Il viaggio di degustazione delle colazioni preparate in concomitanza e con i prodotti de “Il Paniere“, il mercatino di Piazza Mazzini, prosegue tra le regioni del centro Italia e questo mese tocca all’Umbria.
https://i2.wp.com/a392.idata.over-blog.com/500x374/4/22/05/10/PIC_0296.JPG
Con sottofondo di musica tradizionale (e non) umbra, si potranno assaggiare:
  • Panzanella
  • Crescionda di Spoleto
  • Caffè o te
La panzanella, chiamata anche pansanella o panmolle o panmòllo, è un piatto tipico dell’Italia centrale, La ricetta originale prevede pane raffermo, cipolla rossa, basilico, il tutto condito con olio, aceto e sale. La versione umbra differisce perché le fette di pane raffermo vengono bagnate ma non sbriciolate e gli altri ingredienti posti sopra come si trattasse di una bruschetta.
https://i1.wp.com/farm5.static.flickr.com/4068/4635440389_3ef21f8950.jpgDolce tipico di Spoleto, da cui il nome, la crescionda invece è un dolce dall’aspetto scurissimo a base di uova, cacao, latte, ed amaretti. Nelle ricette più antiche, era presente anche il brodo di gallina; questo rivela una probabile origine medioevale.
Per partecipare alla colazione non è necessario prenotare. Verrà suggerito un contributo di sottoscrizione di 4€.
Per informazioni: 349.5250560 o serydarth@yahoo.it
https://serydarth.files.wordpress.com/2012/11/clemente-rebora-e-dino-campana.jpg
Giovedì 15 novembre alle ore 21, presso il Piccolo Spazio Interculturale di via Caccia 5, prosegue il percorso attraverso la poesia e la narrativa italiana del ‘900. Dopo aver analizzato, durante il primo appuntamento, gli autori fondamentali come Pascoli, D’Annunzio e Pirandello, questa settimana ci si avvicinerà alla poesia di Clemente Rebora e Guido Campana attraverso l’appassionata analisi di Luigi Villa Freddi che ha incantato i presenti al primo incontro, coinvolgendoli con le opere degli autori e i racconti della loro vita privata attraverso anche la lettura di brani e poesie recitate in maniera sorprendente.
Clemente Rebora nacque a Milano nel 1885. Educato laicamente secondo i principi mazziniani, visse una giovinezza inquieta alla ricerca di una dimensione trascendente raggiunta (dopo la prima guerra mondiale) nell’ordine rosminiano. Sacerdote dal 1936, si isolò completamente dalla vita culturale tornando alla poesia negli ultimi anni prima di una dolorosa infermità. (cit. www.letteratura.it)
Fra quattro mura / Stupefatte di spazio / Più che un deserto /
Non aspetto nessuno: / Ma deve venire, / verrà, se resisto /
A sbocciare non visto … / Verrà, forse già viene / Il suo bisbiglio
.
(dai Canti anonimi)
Dino Campana è poeta visionario, allucinato, pazzo,orfico, vagabondo,mediterraneo. Così è stato definito spesso dai critici letterari, anche se nessuna di queste definizioni, perché limitano in un ambito troppo angusto la materia dell’arte, è in grado di illuminare chiaramente la vita e la poesia di questo autore vissuto a cavallo fra i due secoli.Campana non si lascia comprendere a pieno né classificare. La sua poesia è moderna ma tuttavia piena di richiami a D’ Annunzio, a Leopardi e ai classici.La sua lingua poetica sconvolge l’ordine sintattico in vari modi, anche mescolando lingue diverse, producendo valanghe di versi la cui coerenza sintattica si ottiene solo sacrificando ogni plausibile significato. Ma Campana è attentissimo conoscitore delle regole che sconvolge, il culto che nutre per la perfezione filologica è testimoniato dalla tragicità con cui visse la perdita del suo manoscritto, Il più lungo giorno,che dovette ricostruire a memoria per formare la sua opera, i Canti Orfici. (cit. www.letteratura.it)
Pace non cerco, guerra non sopporto
Tranquillo e solo vo pel mondo in sogno
Pieno di canti soffocati. Agogno
La nebbia ed il silenzio in un gran porto.
(da Poesia facile, in Quaderno)
Luigi Villa Freddi è editor della Casa Editrice Lampi di Stampa del gruppo Messaggerie (e non del Gruppo Garzanti Longanesi come erroneamente scritto nel comunicato precedente) poeta e romanziere egli stesso.
L’incontro è ad ingresso gratuito
Per informazioni: serydarth@yahoo.it o 338.3026884.
https://serydarth.files.wordpress.com/2012/11/la-poesia-e-la-narrativa-italiana-del-900.jpg
In considerazione del fatto che lettori vecchi e nuovi hanno lamentato la difficoltà di individuare i libri più importanti da leggersi, tralasciando quelli che decisamente vengono in seconda o terza battuta, l’Associazione Serydarth ha il piacere di ospitare Luigi Villa Freddi editor della Casa Editrice Lampi di Stampa (gruppo Garzanti-Longanesi) poeta e romanziere egli stesso, che traccerà un percorso attraverso la poesia e la narrativa italiana del ‘900, capace di indicare quei libri assolutamente imperdibili che diano vita ad un affresco della letteratura del secolo appena trascorso.
Gli incontri saranno quattro, a cadenza settimanale e ad ingresso gratuito, a partire dall’8 novembre alle ore 21, e per tutti i giovedì di novembre. Si terranno nel “salotto” del Piccolo Spazio Interculturale di Via Caccia 5 a Casale Monferrato.
https://serydarth.files.wordpress.com/2012/11/luigi-villa-freddi.jpgLuigi Villa Freddi è nato nel 1949 a Casale Monferrato ed è vissuto per più di vent’anni a Milano. Si è laureato in Lettere Moderne alla Università Statale di Milano con una tesi di Critica d’Arte sugli scritti di Umberto Boccioni. In poesia ha pubblicato: VARIAZIONI SU LA NOTTE, Milano, 1985, ed. Crepuscule, con una prefazione di Giovanni Raboni, finalista al premio Camaiore, nella sezione Proposta, per l’opera prima. LA SPINA VELENOSA, s.i.l., ed. Borromini Arte, con una prefazione di Tomaso Kemeny e immagini del pittore Paolo Baratella, terzo classificato al Premio Nazionale Delta Poesia a Rosalina di Rovigo. APPUNTI PER UN CANZONIERE, Bergamo, 2011, Signum Edizioni d’Arte, con immagini del pittore Giulio Astengo. In prosa ha pubblicato: COLOTT’IS BAND, Milano, 2004, ed. Lampi di Stampa. COME IN UNA STANZA BUIA, Milano, 2006, ed Lampi di Stampa. LA’ DOVE LA LUCE E’ PIU’ FORTE, Milano, 2008, ed Lampi di Stampa, con lo pseudonimo di Olivier Cros. Ha inoltre collaborato in qualità di critico musicale dal 1978 al 1986 con la rivista MUSICA JAZZ, collaborazione ripresa lel 2012. Attualmente collabora con la Casa Editrice Lampi di Stampa in qualità di consulente e dirige la collana POESIA.
Per informazioni: serydarth@yahoo.it o 338.3026884
https://serydarth.files.wordpress.com/2012/10/sogno-nel-cassonetto-invito.jpg
https://serydarth.files.wordpress.com/2012/10/sogno-nel-cassonetto-invito-retro.jpg
ARTE, SPAZZATURA, BARATTO E REGALI al Piccolo Spazio InterculturaleSabato 3 novembre, alle ore 17, presso i locali del Piccolo Spazio Interculturale, in via Caccia 5 a Casale Monferrato, si terrà l’inaugurazione della mostra di conclusione del progetto “Sogno nel Cass(on)etto”, realizzato con il sostegno dell’Assessorato Politiche Sociali della Provincia di Alessandria e con il patrocinio del Comune di Casale Monferrato, Assessorato alla Gioventù, Associazionismo e Cultura che hanno sostenuto negli ultimi anni il progetto del Piccolo Spazio Interculturale.

 

Il progetto è stato realizzato dall’associazione Serydarth a partire fine del 2011 creando un laboratorio per la lavorazione di materiale di recupero da trasformare, sviluppando la creatività attraverso arredamento o opere artistiche.

 

Con il materiale inutilizzato, i volontari dell’associazione e i giovani locali che hanno preso parte al progetto, hanno avuto la possibilità di rimodellare ciò che apparentemente è stato “buttato”, dandogli una nuova vita

Utilizzando la metafora del cass(on)etto si è intesa la possibilità e l’apprendimento della realizzazione di sé, proprio là nel luogo in cui le cose, ma anche le idee e le emozioni vengono gettate. Una sorta di spazio vuoto, un “caos”, in cui il “caso” dà forma. Non si è trattato infatti di cercare materiali di recupero in posti particolari o scarti di fabbricazione, ma semplicemente ampliare la ricettività per ciò che circonda ed è comunemente gettato per le strade: la città diventa un grande magazzino, di proprietà di tutti, che produce frutti a disposizione di chiunque. Ristabilendo il contatto con la comunità, le strade, il territorio, acquisendo la capacità e implementandone il piacere di trovare e accettare ciò che viene “donato”, anziché cercare, qualcosa spesso di immaginario e riflesso dei desideri collettivi. Un’arte non effimera dunque, ma un processo di realizzazione, espressione ed unificazione.

Ai laboratori hanno preso parte anche diversi artisti internazionali. Alcuni con esperienze specifiche in merito al riutilizzo e trasformazione, altri in ambiti più classici, che hanno lavorato a fianco dei giovani, mostrando e condividendo capacità e creando insieme.

 

I locali del Piccolo Spazio Interculturale saranno aperti dalle 17 alle 24 del 3 e 4 novembre e sarà possibile ammirare un appartamento arredato e decorato interamente con “spazzatura”. Inoltre saranno esposte alcune delle opere create durante i laboratori e verrà disposto un “angolo del baratto e del regalo”, dove chiunque potrà scambiare oggetti, o semplicemente prenderne gratuitamente.

Durante il vernissage, previsto per le 17 di sabato 3 novembre, si esibiranno Tania Haberland, artista sudafricana e Fabrizio delle Piane, milanese, con un Live Show dal titolo “The Poetry of Sound – An Acoustic Collage”, composto da poesie e musiche in lingua italiana, inglese e creola.

Sabato 20 ottobre dalle 9 alle 14, presso il Piccolo Spazio Interculturale di Via Caccia 5 a Casale Monferrato, in contemporanea con il mercatino di prodotti biologici “Il Paniere” di Piazza Mazzini, per le consuete “Colazioni del Mondo” invita tutti a partecipare ad una saporita “Colazione Ghanese”, “Annoupa Aduane”.
Il Ghana, situato nell’Africa Occidentale, prende il nome da “re guerriero”era il titolo concesso ai re del medievale Impero del Ghana e a preparare e servire la colazione sara’ un guerriero dei giorni nostri: Abuu, a Casale dal febbraio scorso, e’ arrivato in Italia come rifugiato, dopo essere fuggito dal proprio paese prima, e dalla Libia in conflitto poi.
A Casale, ospitato insieme ad altri rifugiati, si e’ ben integrato, andando a scuola e svolgendo varie mansioni lavorative e di volontariato, mantenendo sempre, nonostante le difficolta’ subite, uno spirito positivo e propositivo verso la citta’ che lo ha accolto.
Con sottofondo di musica ghanese, ci fara’ degustare:
  • BAIRE ABOMU (stufato con manioca)
  • ABROSAM (bevanda dolce di mais)
  • assaggio di DEGGE (principale piatto a base di farina)
  • TIE (bevande: te’ o caffe’)
Per partecipare alla colazione non e’ necessario prenotare. Ai partecipanti verra’ suggerito un contributo di sottoscrizione di 4 euro.
Informazioni a serydarth@yahoo.it o 338.5452899
Si è svolta lo scorso week end ad Alessandria la prima nonConferenza Nazionale di Coworking e lavoro, e a Casale Monferrato subito approda l’opportunità, offerta dall’Associazione Serydarth, di condividere degli spazi ad uso di ufficio.
https://i2.wp.com/parlatodesign.com/wp-content/uploads/2010/07/coworking3.jpgMa cos’è il Coworking? Secondo Wikipedia il coworking è uno stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente di lavoro, spesso un ufficio, mantenendo un’attività independente. A differenza del tipico ambiente d’ufficio, coloro che fanno coworking non sono in genere impiegati nella stessa organizzazione. Attrae tipicamente professionisti che lavorano a casa, liberi professionisti o persone che viaggiano frequentemente e finiscono per lavorare in relativo isolamento. L’attività del coworking è il raduno sociale di un gruppo di persone che stanno ancora lavorando in modo indipendente, ma che condividono dei valori e sono interessati alla sinergia che può avvenire lavorando a contatto con persone di talento.

Alcuni spazi di coworking sono stati sviluppati da imprenditori di Internet nomadi alla ricerca di un’alternativa al lavorare nei bar e nei caffé, o all’isolamento in un ufficio proprio o a casa. Un sondaggio del 2007 mostrava che molti dipendenti si preoccupano della sensazione di essere isolati e di perdere l’interazione umana se dovessero telelavorare. Circa un terzo di lavoratori pubblici e privati ​​del settore riferiva inoltre di non volere rimanere a casa durante il lavoro. Il coworking offre una soluzione al problema dell’isolamento, che tanti freelance sperimentavano lavorando in casa, mentre al stesso tempo permette loro di sfuggire alle distrazioni dell’ambiente domestico.

Oltre a ciò, importante è anche il risparmio economico che il coworking offre, soprattutto in questi tempi di cambiamenti. L’affitto di un ufficio è impegnativo, per le spese del contratto, il costo di locazione alto, l’acquisto delle attrezzature e le tasse varie. Con il coworking tutte queste spese sono condivise, o a carico di chi offre gli spazi, dando la possibilità anche a chi comincia la propria attività, ha bisogno di un ufficio, ma non può ancora permetterselo.
http://coworkingproject.files.wordpress.com/2009/06/immagine-37.pngA Casale Monferrato, l’Associazione Serydarth offre un’opportunità vantaggiosa di utilizzare uno spazio adibito ad ufficio, per una o due persone, con la possibilità di usare l’uso anche spazi, quali la cucina, bagno, la sala per gli incontri e di incontrare, durante le pause alcuni ospiti internazionali dell’Associazione, spesso liberi professionisti, freelance, manager, persone di talento che amano condividere le loro conoscenze.
A parte una spesa di condivisione dell’affitto, tutte le altre spese quale rifiuti, servizio elettrico, acqua e gas, tasse varie e altri costi di gestione resteranno a carico dell’Associazione e sarà possibile valutare insieme le esigenze personali di ognuno.
Chi è interessato può contattare l’associazione tramite serydarth@yahoo.it via mail o su facebook, o ai numeri 349.5250560
https://serydarth.files.wordpress.com/2012/09/colazione-marchigiana.jpg
Dopo la pausa estiva, ritorna l’appuntamento con il  mercatino biologico di Piazza Mazzini, “Il Paniere” e come di consueto, l’appuntamento con le “Colazioni d’Italia” del Piccolo Spazio Interculturale, sito in via Caccia 5, a Casale Monferrato.
Questa volta, dalle 9 alle 14 di sabato 15 settembre, l’appuntamento è dedicato alla “Colazione Marchigiana“.
Le Marche, regione dell’Italia centrale furono abitate nell’antichità per la quasi totale interezza dai Piceni, con gli importanti centri di Novilara (nei pressi di Pesaro), Ancona, Belmonte Piceno, Ascoli Piceno. Nel IV secolo avanti Cristo, l’area settentrionale, fino al fiume Esino, venne invasa dai Galli Senoni, mentre i Greci di Siracusa fondarono la colonia di Ancona. La Regione visse allora un periodo di dualità culturale ma anche sociale ed economica, ancor oggi rintracciabile nelle lingue locali.
Con sottofondo di musiche tradizionali marchigiane, si potranno degustare
  • Crescia sfogliata di Urbino con erbe di campo
  • Cremini (crema pasticcera impanata)
  • Caffè, te o latte
La Crescia sfogliata di Urbino lavorata e cotta a mano, già nel XV-XVI secolo imbandiva le tavole dei Duchi del Montefeltro. La tradizione, tramandata di generazione in generazione, vuole che la Crescia sfogliata venga prodotta con materie prime selezionate quali la farina e le uova che vengono impastate con l’aggiunta di sale e pepe fino ad ottenere un impasto morbido che viene porzionato e steso in sfoglie sottili. La Crescia viene cotta su piastre roventi a mano una ad una per seguire la cottura e mantenere la fragranza.
La leggenda invece narra che il sole, sedotto dalla bellezza di Urbino, un giorno volò tanto in basso da impigliarsi in uno dei torricini del palazzo Ducale. Fu la forma infocata dell’astro e le stille d’oro che ne cadevano, mentre cercava di liberarsi, ad ispirare ad una giovane fornaia, detta la Fornarina, una focaccia sfogliata. Questa, per la leggera lievitazione e il desiderio di volare in alto, fu chiamata “Crescia”.
Per partecipare alla colazione non è necessario prenotare. Ai partecipanti verrà suggerito un contributo di sottoscrizione di 4€.
Informazioni al 349.5250560 o serydarth@yahoo.it
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: